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Tuesday, 31 July 2018


di Marco Revelli

Dare a Tsipras quel che è di Tsipras. Una sinistra incapace di riconoscere i propri punti di forza, o quantomeno di riferimento, e di dar conto del loro merito, pur senza venir meno al dovere di critica, è destinata alla fine miserevole che ha fatto. Tre anni fa tutti a sgomitare dietro ad “Alexis”. Oggi va di moda l’accusa di “tradimento” alla Mélenchon o la dichiarazione di fallimento alla Cesaratto e Varoufakis, come se nella dinamica della crisi greca tra il 2010 e oggi non ci fosse stata una soluzione di continuità. Un punto di svolta – il 2015 -, e dopo di quello, linee di resistenza, segni d’inversione di tendenza, diciamolo pure, “vittorie” sia pur parziali. Bisogna andare lontano, fuori dal continente, fuori dalla “politica”, per trovare gli attestati d’onore: la grande stampa internazionale, soprattutto anglosassone, che – in occasione dell’uscita dal memorandum – titola a tutta pagina, Greece escapes a financial tragedy; o la proposta del premio Nobel per la pace a Tsipras da parte di “Foreign policy” per il modo in cui ha affrontato la questione della Macedonia, frontalmente opposto a quello con cui i rinascenti nazionalismi europei gestiscono i confini…

Sul terreno della politica, invece, un buio ampiamente costruito. Continua a dominare l’immagine di una Grecia ridotta a un paesaggio di rovine sociali, schiacciata sul fondo e priva di prospettive di risalita: incatenata per sempre al proprio destino di povertà. Le frasi con cui il capo del governo greco ha salutato l’uscita dal tunnel del memorandum sono guardate con scetticismo quando non con disprezzo, come fossero le boutades di un Matteo Renzi qualunque. E questo in nome di una doppia narrativa, solo apparentemente contrapposta. Da un lato la versione bizzarramente convergente dei “sovranisti” di sinistra (diciamo così: quelli che avrebbero voluto nel 2015 l’uscita della Grecia da Euro e Unione Europea) e dei neo-populisti di destra (la Nuova Democrazia di Kyriacos Mitsotakis che si prepara a condurre la prossima campagna elettorale su posizioni “populistico-sovraniste” all’italiana, per intenderci), uniti nell’accreditare l’idea che, lungi dall’uscita dal commissariamento della Troika, l’ultimo accordo incatenerebbe la Grecia ad una austerità perpetua annullando di fatto la sovranità del paese. Dall’altro lato il racconto dei falchi neo-liberisti, soprattutto tedeschi, per i quali il fallimento greco sarebbe dovuto a una mancata o insufficiente applicazione della terapia “ordo-liberista” (una solo parziale applicazione delle loro medicine tossiche da parte di un governo recalcitrante per ideologia egualitaria e di un popolo sostanzialmente inaffidabile e pelandrone).

Per la verità i numeri (e i fatti) parlerebbero di tutt’altra realtà. Come ha ricordato Tsipras in un duro intervento in Parlamento contro Mitsotakis (di cui ha denunciato, fra l’altro, il recente viaggio a Berlino nel tentativo di convincere i tedeschi a pretendere un ulteriore taglio alle pensioni greche), “nel 2017, il PIL greco è cresciuto di quasi 1,5 per cento [più di quello italiano, tanto per intenderci] e già nel primo trimestre del 2018 la crescita è stata del 2,3 per cento, ossia quasi sei volte la media della zona euro”; la disoccupazione, nel triennio 2015-17 si è ridotta di oltre 7 punti percentuali, scendendo al 20% [ancora alta, certo, ma di un quarto più bassa rispetto a prima] e nel solo ultimo anno sono stati creati 350.000 nuovi posti di lavoro. L’indice del fatturato industriale è cresciuto di 6,7 punti, l’aumento degli investimenti esteri ha raggiunto il 30% e il valore totale delle esportazioni nell’aprile 2018 è risultato dell’11,6% superiore a quello dell’anno precedente. Non sono precisamente le prove di un collasso totale.

A questo si aggiunga che un avanzo di bilancio di oltre il 4% ha permesso non solo di far fronte al servizio del debito ma di destinarne uno 0,8% alla parte più bisognosa della popolazione. E che quello stesso risanamento dei conti pubblici ha significato il ritorno della Grecia sui mercati del debito con tassi d’interesse sostenibili (i bonds a 10 anni sono inferiori al 4%, meno della metà rispetto a due anni fa, un quarto rispetto al 2014 quando avevano superato il 15%) e un forte rilancio della borsa di Atene, il cui indice è quasi raddoppiato dal 2016.

Certo, questo non significa che i greci sono ritornati a uno stato di “salute sociale”. I segni della ferocia con cui la macchina della governance europea ha lavorato sul loro corpo restano evidenti (e a perenne denuncia della disumanità e stupidità di quel dogma). Non si può dimenticare che i primi 5 anni di “terapia d’urto” ordoliberista – quelli che vanno dal 2010 al 2015 – avevano ridotto il Pil di quasi il 30% (-28,4%: da 237 a 178 miliardi), fatto schizzare la disoccupazione dall’11,9% al 26,2% (nel 2013 si era raggiunta la cifra record di 1.384.000 disoccupati contro i 335.000 del 2008) e fatto esplodere la percentuale del debito sul Pil dal 129 al 184%. Né si può ignorare la volontà di vendetta con cui l’Eurogruppo esattamente tre anni fa, alla metà di luglio del 2015, intese punire l’unico governo di sinistra in Europa e in generale i greci per aver “osato” discutere i loro diktat addirittura con un referendum imponendo loro una camicia di forza che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto metterli di fronte all’alternativa tra arrendersi o perire.

 Si deve esclusivamente alla capacità politica del governo greco se pur chiuso nell’involucro di ferro di quella vergine di Norimberga che avrebbe dovuto, con le regole asfissianti di quel nuovo memorandum, dargli il colpo di grazia, riuscì a portare a casa la pelle e a evitare una macelleria sociale di proporzioni storiche, smussando gli aculei più crudeli. Contrastando punto per punto le mosse dei “commissari”, per ridurre di quanto possibile il danno. Utilizzando brandelli di risorse scovati tra le pieghe dei protocolli per stendere una qualche, sottile, rete di protezione sui settori più fragili, in totale solitudine, abbandonati dai governi di pseudo-sinistra europei, dal Pd di Renzi come dai socialisti di Hollande e da quelli, orrendi, dell’Spd tedesca di Gabriel e di Schultz… E’ così che nonostante tutto – nonostante il tentativo di tanti in Europa di soffocare Alexis Tsipras con la sua stessa cravatta, per usare un’espressione in voga -, pur con risorse ridotte al lumicino, gli ospedali sono stati riaperti ad Atene e anche nelle isole. Due milioni di greci sono stati riportati sotto la copertura del sistema sanitario nazionale. Migliaia di infermieri sono stati riassunti nella sanità pubblica con tutte le garanzie del caso. Le utenze elettriche tagliate dai precedenti governi ai più poveri sono state riallacciate. La garanzia della prima casa contro la minaccia di pignoramento, esclusi i casi di speculazione, è stata assicurata. Gli ispettori del lavoro (sia pur mal pagati e a ranghi ridotti) sono ritornati sui posti di lavoro. Le frequenze televisive sono state fatte pagare ai padroni dei network… Non sarà senza significato se la Grecia – insieme a Spagna e Portogallo – è uno dei pochi paesi europei in cui la crisi non ha fatto esplodere in dimensioni un’estrema destra populista e razzista, e Alba dorata, che nel 2015 stava intorno al 10% non solo non è cresciuta, ma si è molto ridotta di peso e presenza politica e oggi versa in una crisi comatosa, pur essendo stata la Grecia in questi anni attraversata dal più massiccio flusso migratorio in Europa (quasi un milione di migranti nel 2016 in un paese di 12 milioni di abitanti)!

Da dove, dunque, questa immagine di disastro sociale e di fallimento politico che circola nel circuito mediatico? Direi da due linee (errate) di calcolo. In primo luogo la scelta del terminus a quo: si confrontano i numeri attuali della situazione greca con quelli precedenti all’inizio della crisi, con il 2008, e allora è evidente che pesa, per intero, la criminale politica delle destre interne e dell’oligarchia europea con le loro, quelle sì fallimentari, politiche e la catastrofe sociale che hanno generato. Se invece si confronta il livello attuale con quello del 2015, quando Syriza prese in mano il governo, il trend appare (sia pur frazionalmente all’inizio) in crescita, su tutti gli indicatori (Pil, reddito pro capite, occupazione, popolazione attiva…). Si prenda, ad esempio, il reddito pro capite, crollato dai 21.800 euro del 2008 ai 16.200 del 2015 e tornato a crescere sia pur di poco fino ai 16.600 del 2017. O la povertà assoluta, letteralmente esplosa tra il 2009 e il 2015 (esattamente raddoppiata, da 1.200.000 a quasi 2.400.000), che tuttavia nel triennio successivo si è ridotta di circa 200.000 unità (non un “miracolo”, certo, ma il segno di una capacità di resistenza). 

La seconda questione, più seria, riguarda il debito pubblico, dichiarato da (quasi) tutti insostenibile. E rispetto al quale secondo molti, la chiusura dell’accordo attuale con l’Europa non apporterebbe speranze nuove, anzi. Ora, su questo punto è vero che l’accordo non prevede “tagli” del debito – l’haircuttanto sperato e suggerito da molti -, ma solo una sua (parziale) ristrutturazione. E tuttavia i termini di tale ristrutturazione non sono affatto irrilevanti: l’estensione della scadenza (prevista nel 2022) di altri 10 anni al valore nominate, e la concessione di un “periodo di grazia” (quello in cui il mancato pagamento non comporta infrazione) di altri 10 per gli interessi e l’ammortamento del debito, rende per molti versi “sostenibile” (non “rimborsabile”, sia chiaro, ma “sostenibile”) il debito greco per lo meno a medio termine, e permette di attenuarne l’impatto sui conti pubblici di numerosi punti percentuali (liberando risorse per politiche sociali). Con un tasso d’inflazione intorno al 2% tutto ciò equivale (o assomiglia molto) a un taglio. Allo stesso tempo la costruzione di un buffer, cioè di un “cuscinetto di liquidità”, di oltre 24 miliardi dovrebbe concedere ad Atene un paio di anni di possibile indipendenza dal mercato. E anche la restituzione di 4,6 miliardi di Euro costituiti dalle plusvalenze della Bce sulle obbligazioni greche, sebbene sottoposto a condizioni, costituisce comunque una forma di risarcimento.

Tutto questo vuol dire, allora, che le prescrizioni europee erano giuste? Che la “cura” alla fine ha funzionato?  E che la Grecia e l’Europa sono definitivamente fuori del tunnel della crisi? Insomma, che “tutto va bene madama la marchesa” ad Atene come a Bruxelles e a Belino? No di certo. Al contrario. La terapia criminale cui la Troika ha sottoposto i greci prima ancora della Grecia era, come si è dimostrato, mortale. Aveva ridotto il paziente in coma sociale, in nome di un dogma dimostratosi clamorosamente falso, che è costato al popolo greco non solo lacrime e sangue, ma una sofferenza degna di un sadismo economico e sociale spaventoso. E buona parte delle ferite sono ancora lì, aperte e sanguinanti. Se quelle ricette al veleno non hanno dispiegato tutto il proprio potenziale letale lo si deve a un’azione tenace di un governo dalle forze limitate ma dall’indubbia volontà di traghettare il proprio popolo fuori dall’inferno. E così per il debito. Sia pur ristrutturato, l’immenso debito greco (accumulato, bisogna pur dirlo, per la maggior parte a cominciare dal primo programma di cosiddetto aggiustamento) non è, in nessun modo, “rimborsabile” (lo sa e lo ripete sempre il FMI). Come non sono rimborsabili quelli dell’intera Europa del sud, a cominciare da quello italiano, al momento ben più drammatico di quello ellenico. Esso è servito, e in qualche misura serve ancora, per mantenere l’asimmetria politica ed economica dei creditori sui debitori, e per continuare a far funzionare il meccanismo come vettore di trasferimento di risorse dai deboli ai forti (il 90% dei prestiti alla Grecia sono ritornati ai paesi creditori, soprattutto Germania e Francia) e ne hanno salvato le banche. Ma questo non è più un problema della Grecia. E’ un problema dell’Europa. Non è più il paese di Tsipras a non essere in “sicurezza”: è l’Europa di Merkel e di Macron, di Junker e di Tusk a essere a rischio.

Infine un’ultima domanda (che ci riporta all’incipit di questo testo): Alexis Tsipras è dunque “senza peccato”? Nel suo triennio di governo non ha commesso “errori od omissioni”? E la risposta non può essere reticente: evidentemente sì, errori ce ne sono stati, se anche dopo la svolta del gennaio 2015 i greci hanno continuato a soffrire, e se il programma con cui Syriza aveva vinto quelle prime elezioni non ha potuto essere realizzato. Ma non sono gli errori – meglio: le “colpe” – che i suoi critici (e “giustizieri”) del “fuoco amico” gli attribuiscono. Il primo errore è stato sicuramente l’aver sottovalutato (come d’altra parte tutti noi) il grado di ferocia, ottusità, indifferenza ai principii democratici della leadership europea a guida tedesca. L’aver pensato che in qualche modo un programma di “uscita dalla crisi” per il suo Paese razionale, ragionevole e sostenibile seppur alternativo a quello imposto fino ad allora sulla base della dogmatica neoliberista, potesse quantomeno essere preso in considerazione. E che la voce di un popolo dell’Unione, espressa nella forma più esplicita e democratica possibile attraverso libere elezioni e un referendum, potesse quantomeno trovare ascolto. Era stata quella la logica con cui i greci avevano lavorato nel loro primo semestre di governo: condurre una trattativa con gli eurocrati e con i rappresentanti dei creditori alla luce della ricerca di soluzioni diverse da quelle fallimentari imposte fino ad allora, sulla base di un confronto ragionevole e razionale. Ed era stata quella la ragione del referendum del 5 luglio sul piano proposto dai creditori internazionali (ex Troika): mettere sul tavolo della trattativa il contenuto di una “volontà popolare” espresso nella forma più esplicita nell’illusione che costituisse una sorta di vantaggio competitivo.

Quanto accaduto nell’Eurogruppo successivo, e nell’Eurosummit a 19 della “notte di Valpurga” del 14 luglio, alla presenza dei capi di governo, ha mostrato invece che quello che dominava tra gli “azionisti” di maggioranza dell’Unione Europea era un’aspra, sorda e cieca volontà di vendetta. Un’ oscura voglia di “sorvegliare e punire” il trasgressore del dogma, indifferente alle soluzioni ma attenta soltanto a umiliare il Paese che aveva osato sfidare la loro autorità. Zero flessibilità, zero apertura a soluzioni ragionevoli (quello che qualunque creditore in una trattativa economica accetterebbe per rientrare dei propri denari), zero ascolto. Il Referendum considerato un oltraggio di lesa maestà. La parola al popolo una colpa. La democrazia una pratica intollerabile. Vinsero allora i “falchi”, vinse Schauble, vinsero quelli del vae victis, e alla Grecia fu lasciata l’unica alternativa di prendere la cicuta (restando moribonda nell’Euro) o andarsene e morire di morte più veloce (come i tedeschi non nascosero di volere). Tsipras scelse il primum vivere. Tra la figura dell’eroe tragico che cerca la bella morte e quella del governante responsabile che sceglie per il proprio popolo il male minore, optò per la seconda. E fece benissimo: l’alternativa sarebbe stata la catastrofe definitiva del suo popolo, a cominciare dalla parte più fragile e sofferente della società greca. Forse in molti l’hanno dimenticato ma in quei giorni le banche erano chiuse ad Atene, dopo che il governatore della Bce Mario Draghi, impropriamente santificato qui in Italia, con ferocia inaudita e in modo illegale aveva bloccato la “liquidità di emergenza” (Ela) fin dal giorno del Referendum – una misura di rappresaglia degna dei peggiori occupanti bellici -, i bancomat razionati, le contrattazioni di Borsa sospese, le pensioni non erogate… L’ostentazione di quello spettacolo crudele da parte di un’Europa che rivelava così il proprio “cuore di tenebra” in modo inaspettato per molti, si rivelerà in realtà un boomerang più per i carnefici che per la vittima, e di fatto inaugurò il processo di progressiva disgregazione di un’entità senz’anima i cui esiti si mostrano oggi.

Resta comunque il fatto che, mentre di Schauble che avrebbe voluto ammazzare la Grecia buttandola fuori dell’Euro non si ha più traccia, Tsipras è ancora lì, ad Atene e a Bruxelles. Non è cosa da poco.

fonte: https://volerelaluna.it/politica/2018/07/16/dare-a-tsipras-quel-che-e-di-tsipras/


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Title: Dare a Tsipras quel che è di Tsipras
Link: http://www.rifondazione.it/primapagina/?p=35108
Source: Rifondazione Comunista
Organization:
Date: July 31, 2018 at 02:22PM

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   On Thursday, July 19, CPRF State Duma deputies conducted a meeting on pension reform, protesting the inhibition of CPRF anti-crisis program in the parliament. Prior to the plenary session aimed at discussing an increase of retirement age, parliamentarians appealed to the audience and mentioned mass protests across the country.  CPRF deputies reminded about the [...]

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Title: CPRF supports mass protests against liberal reforms
Link: http://cprf.ru/2018/07/cprf-supports-mass-protests-against-liberal-reforms/
Source: Official website of the Communist Party of the Russian Federation
Organization: International Department
Date: July 31, 2018 at 12:40PM

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Всероссийская акция протеста против повышения пенсионного возраста прошла в более чем 70-ти городах страны.Смотрите в программе «Темы Дня» телеканала «Красная Линия» - RLINE.TVПодпишитесь на канал «Красная Линия»: www.youtube.com/user/rlinetv/Получайте новости в социальных сетях «Красной Линии»:ВКонтакте: https://ift.tt/2Lpw257 ...

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Title: Многотысячные митинги прошли по всей стране. Телеканал «Красная Линия»
Link: https://kprf.ru/tv/177845.html
Source: КПРФ.ру - Главные новости
Organization: Красная Линия
Date: July 31, 2018 at 12:43PM

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Voda se stává velkým problémem. Zásoby spodních vod klesají. Horko a sucho způsobuje znečištění povrchových vod, ve kterých se množí různé organické látky a nastává situace, kdy je těžké z takovéto vody realizovat vodu pitnou a odborníci varují, že se kvalita vody dostává na limitní hranici. Jsou však i další segmenty, které vodu poškozují. Například hnojiva, které přívalové deště splachují a ty se tak dostanou až do nádrží. Vody je málo a takovéto „živiny“ prospívají vodnímu květu. Řasy a sinice, případně pesticidy, jsou pro zpracovatele vody problém.


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Title: Pavel Kováčik: Horka ovlivňují stav vody
Link: https://www.kscm.cz/cs/aktualne/medialni-vystupy/komentare/pavel-kovacik-horka-ovlivnuji-stav-vody
Source: RSS - KSČM
Organization: martin.kalous
Date: July 31, 2018 at 12:42PM

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28 июля в Краснодаре прошел митинг протеста против пенсионной реформы, поднятия НДС и роста цен на топливо. Митинг прошел в Первомайской (ныне Чистяковской) роще и это был самый массовый митинг за последние 10 лет в ...

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Title: Красный Политобзор: В Краснодаре прошел митинг протеста против пенсионной реформы, поднятия НДС и роста цен на топливо
Link: https://kprf.ru/actions/kprf/177844.html
Source: КПРФ.ру - Главные новости
Organization: Красный Политобзор
Date: July 31, 2018 at 12:22PM

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30 июля состоялась пресс-конференция Курского ОК КПРФ по итогам Всероссийской акции против повышения пенсионного возраста 28 июля. Её открыл и вел 1-й секретарь курского ОК КПРФ, депутат Государственной Думы ФС РФ, Председатель ЦКРК КПРФ Н.Н. ...

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Title: Курская область. Пресс-конференция ОК КПРФ по итогам Всероссийской акции против повышения пенсионного возраста
Link: https://kprf.ru/party-live/regnews/177843.html
Source: КПРФ.ру - Главные новости
Organization: Пресс-служба Курского ОК КПРФ
Date: July 31, 2018 at 12:16PM

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Title: Ce que nous pouvons faire face aux canicules de plus en plus fréquentes
Link: https://ptb.be/articles/ce-que-nous-pouvons-faire-face-aux-canicules-de-plus-en-plus-frequentes
Source: PTB
Organization: ElisabethMertens
Date: July 31, 2018 at 12:01PM

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Ольге Алимовой вручили удостоверение кандидата на дополнительных выборах в депутаты Государственной Думы ФС РФ седьмого созыва по Саратовскому одномандатному избирательному округу №163. Сегодня состоялось очередное заседание избирательной комиссии Саратовской области. Основной вопрос на повестке дня ...

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Title: Первому секретарю Саратовского обкома КПРФ Ольге Алимовой вручили удостоверение кандидата в депутаты Госдумы
Link: https://kprf.ru/activity/elections/177842.html
Source: КПРФ.ру - Главные новости
Organization: Пресс-служба фракции КПРФ в Саратовской областной Думе
Date: July 31, 2018 at 10:47AM

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ANKETA Ekonom Thomas Piketty ve svém blogu na Le Monde píše, že lidé ze Západu, z Paříže, Berlína či Bruselu, nechápou, že lidé z Česka či Polska projevují nedostatek vděku za dotace z Evropské unie. Upozorňuje, že ČR a Polsko to vidí jinak, protože investoři ze Západu tu vlastní zhruba čtvrtinu fixního kapitálu a více než polovinu, pokud jde o vlastnictví firem. Mezi léty 2010 až 2016 roční odliv zisku z ČR reprezentoval 7,6 procenta HDP, zatímco dotace z EU v tom samém období činily jen 1,9 procenta HDP. Analytička Lenka Zlámalová píše, že od nás za tu dobu odteklo na dividendách 2252 miliard korun, zatímco dotace z EU byly 563 miliard korun.


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Title: Vojtěch Filip: Fungování EU není férové a nejvíce solidaritu vyžadují ti, kteří od nás čerpají zisky pro své mateřské firmy
Link: https://www.kscm.cz/cs/aktualne/aktuality/vojtech-filip-fungovani-eu-neni-ferove-nejvice-solidaritu-vyzaduji-ti-kteri-od
Source: RSS - KSČM
Organization: martin.kalous
Date: July 31, 2018 at 07:44AM

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Stačí jedna aféra a okurková sezona končí dříve, než začala. Ale dá se nazvat kauza H–System vůbec aférou? Jak si má občan správně vyložit prohlášení předsedy vlády Andreje Babiše k této otázce, když konstatuje, že »je absurdní, že kauza H-System trvá už skoro 20 let«. Není jeho oprávněné rozhořčení minimálně nepřesné, neúplné a alibistické, málo vypovídající o skutečném stavu ústavních institucí, jednotlivých resortů, ekonomické prosperity země a společnosti vůbec?


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Title: Miroslav Kavij: Absurdity nejen kolem H–Systemu
Link: https://www.kscm.cz/cs/aktualne/medialni-vystupy/komentare/miroslav-kavij-absurdity-nejen-kolem-h-systemu
Source: RSS - KSČM
Organization: martin.kalous
Date: July 30, 2018 at 04:19PM

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Ahed Tamimi, a Palestinian teen activist, was released Sunday morning, July 29, from a prison in the center of Israel, nearly eight months after she slapped and hit Israeli soldiers outside her home in the village of Nabi Saleh in the occupied West Bank. Ahed was released from HaSharon Prison to a West Bank border crossing together with her mother, Nariman, who was arrested, tried, convicted and sentenced along with her daughter.

Ahed, Bassem and Nariman Tamimi after the release of the mother and daughter on route to their home village of Nabi Saleh, July 29, 2018

Ahed, Bassem and Nariman Tamimi after the release of the mother and daughter on route to their home village of Nabi Saleh, July 29, 2018 (Photo: Activestills)

Upon their release, Ahed’s father, Bassem Tamimi, as well as other family members greeted the two. Also present were Hadash MK Aida Touma-Sliman (Joint List), Palestinian, Israeli, and international peace activists, along with news crews that spent the morning traveling back and forth between the occupation checkpoints at Jabara and Rantis in the early hours of the morning, after the army repeatedly changed the location of Ahed’s and Nariman’s release. “My happiness is not complete without my sisters [Palestinian female prisoners], who are not with me. I hope that they will also be free,” Ahed said.

Last December, Israeli forces arrested Tamimi and her mother after a video showed the young woman, then 16, hitting and slapping two armed Israeli soldiers outside her home. Nariman recorded the incident that soon went viral on social media. Ahed’s 15-year-old cousin, Mohammed, had been shot in the face by Israeli forces with a rubber-coated steel bullet earlier in the day. Israeli forces have twice detained Mohammed, who is still recovering from his injuries, since an Israeli soldier shot and critically injured him.

Two weeks after her arrest, Tamimi was indicted on 12 charges at Israel’s Ofer military court in the district of Ramallah. In March, Ahed and her mother accepted plea bargains whereupon they were to serve eight months in prison, including the time already incarcerated, in exchange for pleading guilty to some of the charges.

Ahed’s father, Bassem, said he was worried about the safety of his daughter after her release, noting that right-wing Israeli politicians and settlers had threatened her. Following her release, Ahed traveled to Ramallah, where she met with Palestinian Authority President Mahmoud Abbas at the presidential headquarters, according to official Palestinian news agency Wafa.

“In the end I want to say that the power is with the people, and the people will and can decide their destiny and decide the future,” she said. “Women are a key part of the Palestinian struggle for freedom, and the women’s role will continue to expand, not only in the struggle but by producing new generations that can continue the struggle. We say: Leave, leave the occupation.”

Gaby Lasky, the lawyer who represented Palestinian teenager Tamimi, responded to Tamimi’s release Sunday morning. “I am happy that she’s finally out,” Lasky said. “She was incarcerated because of politics, rather than for legal reasons… Her slap was a resounding blow in the face of the hasbara [public propaganda] of [the Israeli] occupation.”

Hadash MK Yousef Jabareen (Joint List) also commented on Tamimi’s release: “The smile of Ahed Tamimi this morning with her family is a picture of victory. Her arrest in the first place was arbitrary and vengeful. For eight months, she was removed from her life for a legitimate act expressing a brave stance against the occupation. Her imprisonment was meant to humiliate her and break her spirit, but she is now a heroine and a victor,” said Jabareen. “Israel must understand that it is impossible to suppress a just popular protest and that its actions only strengthen those who oppose the occupation. The time has come to stop the military control of Tamimi and her generation, and to end the occupation.”

Related: Posts on Ahed Tamimi


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Title: Ahed Tamimi and Her Mother, Nariman, Released from Prison
Link: http://maki.org.il/en/?p=15777
Source: Communist Party of Israel
Organization: CPI
Date: July 31, 2018 at 06:00AM

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В интервью информационному агентству regions.ru заместитель Председателя ЦК КПРФ, первый заместитель председателя Комитета Государственной думы по международным делам Д.Г. Новиков высказал своё мнение об итогах парламентcкой сессии:- В минувшую сессию Государственная Дума продемонстрировала готовность участвовать ...

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Title: Д.Г. Новиков об итогах парламентcкой сессии
Link: https://kprf.ru/party-live/cknews/177831.html
Source: КПРФ.ру - Главные новости
Organization: По материалам regions.ru
Date: July 30, 2018 at 11:55PM

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Monday, 30 July 2018


سيطرت بحرية الاحتلال الصهيوني أمس على سفينة كسر الحصار المتجهه لميناء غزة، وأجبرتها على التوجه لميناء أسدود بالأراضي المحتلة.
ومن جانبها أكَّدَت الهيئة الوطنية لكسر الحصار فقد الاتصال بالسفينة، التي تضم ناشطين وشخصيات عامة من نحو 36 دولة، على بعد 50 ميلًا بحريًا عن ميناء غزة.
واستنكر رئيس اللجنة الدولية لكسر الحصار عن غزة، زاهر بيراوي، القرصنة والاعتداء من قِبَلِ الاحتلال على سفن كسر الحصار التضامنية مع غزة في المياه الدولية واعتقال المتضامنين على متنها.
كانت بحرية الاحتلال قد أجرت اتصالًا لاسلكيًا مع ربان السفينة وسألته عن وجهته وأجرت تحقيقًا معه قبل إجبار السفينه على التوجه نحو ميناء أسدود.
يذكر أن أول سفينة لكسر الحصار عن غزة فى العام 2010 تعرضت لهجوم من البحرية الصهيونية أدى لاستشهاد 10 من المتضامنين الأتراك على متن السفينة “مرمرة”.

في السياق نفسه على الجانب الفلسطيني تواصل السلطة الفلسطينية فرض العقوبات على قطاع غزة المحاصر، في ظل حملة استدعاءات واعتقالات من الأجهزة الأمنية للصحفيين والناشطين بحراك “ارفعوا العقوبات”.
 

 


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Title: قرصنة صهيونية لسفينة كسر الحصار عن غزة
Link: http://www.lcparty.org/index.php?option=com_content&view=article&id=16779:2018-07-30-21-34-36
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Organization: wmatta@assafir.com (الادارة)
Date: July 30, 2018 at 11:28PM

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زار وفد من قيادة ​الحزب الشيوعي اللبناني​ في دائرة ​مرجعيون​ حاصبيا كبير مشايخ ​خلوات البياضة​ الشيخ سليمان ​جمال الدين شجاع​ في دائرته في حاصبيا لتقديم واجب التعزية بضحايا محافظة ​السويداء​ في جبل العرب في ​سوريا​ معربين عن استنكارهم لهذه الجريمة البشعة وتضانمهم مع ابناء السويداء".

وأشار الى أنه "كان هناك تاكيد على وحدة الصف والعيش المشترك بين كافة أبناء المنطقة"

 
*موقع "النشرة"
النشرة:وفد من الحزب الشيوعي يزور الشيخ سليمان جمال الدين شجاع معزياً بضحايا السويداء

 


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Title: وفد من الحزب الشيوعي يزور الشيخ سليمان جمال الدين شجاع معزياً بضحايا السويداء
Link: http://www.lcparty.org/index.php?option=com_content&view=article&id=16775:2018-07-29-23-33-49
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Organization: wmatta@assafir.com (الادارة)
Date: July 30, 2018 at 01:32AM

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Piñate

Prensa PSUV.- La clase obrera dará propuesta para aumentar el desarrollo del país, así lo dijo el integrante de la dirección nacional del Partido Socialista Unido de Venezuela (PSUV), Eduardo Piñate, en marco al IV Congreso de la tolda roja.

“Hay un conjunto de propuestas en materia económica y productiva de parte de la clase obrera. La clase obrera debe estar a la vanguardia de los procesos productivos del país”, expresó Piñate en entrevista a Unión Radio, desde el Hotel Alba Caracas.

Piñate resaltó que los trabajadores y trabajadoras están a la altura de los problemas del país, por eso, sus aportes son importantes.

“Estoy convencido que el congreso va dar aportes muy importantes para el desarrollo estratégico y en la profundización de los cambios estructurales y del aporte a las soluciones prácticas y específicas que ha venido solicitando el presidente Nicolás Maduro”, expresó.

Además, comentó la posibilidad de crear una instancia dentro del partido referida a los trabajadores.


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Title: Eduardo Piñate: Clase obrera debe ir a la vanguardia de los procesos productivos
Link: http://www.psuv.org.ve/portada/eduardo-pinate-clase-obrera-debe-ir-a-vanguardia-procesos-productivos/
Source: PSUV
Organization: PSUV
Date: July 30, 2018 at 11:08PM

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Что собой представляет сегодня российский парламент, какие законы принимают и чьи интересы защищают депутаты. Представляем программу «Стоит заДУМАться» на телеканале «Красная Линия» от 30 июля 2018 года:- «Бьют рекорды». Самая длинная сессия в истории Думы ...

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Title: Программа «Стоит заДУМАться» (30.07.2018) на телеканале «Красная Линия»
Link: https://kprf.ru/tv/177830.html
Source: КПРФ.ру - Главные новости
Organization: Красная Линия
Date: July 30, 2018 at 10:16PM

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Представляем программу «Темы дня» на телеканале «Красная Линия» от 30 июля 2018 года.Подпишитесь на канал «Красная Линия»: www.youtube.com/user/rlinetv/Получайте новости в социальных сетях «Красной Линии»:ВКонтакте: https://ift.tt/2Lpw257 https://twitter.com/RlineTVИнстаграм: https://ift.tt/2LfEUxq https://ift.tt/2mb3XTY

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Title: Программа «Темы дня» (30.07.2018) на телеканале «Красная Линия»
Link: https://kprf.ru/tv/177829.html
Source: КПРФ.ру - Главные новости
Organization: Красная Линия
Date: July 30, 2018 at 10:06PM

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بدعوة من مركز الشّباب الموسيقيّ الأوروبيّ العربيّ، وبالتّنسيق مع المجمع العربيّ للموسيقى، شارك وفد موسيقيّ من أحد عشر شابًا وشابةً من "بيت الموسيقى" في النّجدة الشّعبيّة اللّبنانيّة (أساتذة وطلبة وإداريّين) في المخيّم الموسيقيّ الدّوليّ الممتدّ بين 30 حزيران و11 تمّوز في مدينة ليماسول في قبرص.
ترأس الوفد مدير عام "بيت الموسيقى" الدّكتور هيّاف ياسين، وشاركه كلّ من الأساتذة كريستو علماويّ غناءً وعزفًا على العود، جورج الشّيخ على النّاي، عصام فيّاض على السّنطور، نجاح طنّوس على القانون، بالإضافة إلى الطّلبة جان نقولا على الكمنجة، وجاد عبد الله على الإيقاع، وعبد الله نقولا على البزق، وبالإضافة إلى الطّفلين أشرف ياسين على السّنطور وغزل ياسين غناء.
ضمّ المخيّم الدّوليّ قرابة الأربعين موسيقيًّا ونيّفٍ، مشاركين رسميًّا باسم خمس دول هي: لبنان، قبرص، بلجيكا، كرواتينا والأردن. وامتدّ على مدار أحد عشر يومًا، حيث كان يلتقي الموسيقيّون فيما بينهم قرابة السّت ساعات وأكثر في اليوم الواحد، لتبادل الألحان (كلّ من تراث بلده الأمّ) وللعزف المشترك.
وبعد إتمام التّمارين النّهائيّة على كلّ الرّصيد الموسيقيّ، قدّم كلّ المشاركين حفلًا موسيقيًّا أوّليًّا في القرية السّياحيّة الشّهيرة المعروفة بِـ "أومودوس" (Omodos) أمام أهالي القرية في السّاحة العامّة حيث لاقت استحسان كلّ الحاضرين؛ ثمّ كان الحفل الكبير في مساء اليوم الأخير في ساحة "مربّع الأبطال" (Heroes square) الّذي غصّ بمئات الحاضرين الّذين أتوا من أماكن مختلفة لمتابعة الحدث المرتقب، حيث يذكر حضور ممثّل لبنان في المجمع العربيّ الأستاذة منى زريق الصّايغ. وعلى مدار السّاعة وربع السّاعة قدّم المشاركون برنامجهم الموسيقيّ الغنيّ بطريقة متقنة، لامست قلوب وعقول الحاضرين الّذين كانوا على تركيز تام طيلة الحفلة، يشاركون بالتّصفيق أحيانًا، وبالآهات والمديح أحيانًا أخرى، حتّى أنّهم شاركوا برقصة الدّبكة على وقع أنغام الأغنيّة اللّبنانيّة\الشّاميّة الشّهيرة "على دلعونا"...
وفي الختام أخذت الصّور التّذكاريّة، وسط ذهول الجمهور الحاضر لمستوى الأداء والانصهار الجماعيّ الّذي قدّمه الشّباب المشاركون، لا سيّما الفريق اللّبنانيّ الّذي اكتسب ودّ واحترام كلّ المشاركين لمستواه الموسيقيّ الرّفيع وخبرته في منظومة التّقاليد الموسيقيّة العربيّة الشّعبيّة منها والفنيّة.

ومن المفيد ذكره، أنّ برنامج المخيّم كان غنيًّا أيضًا بفسحته السّياحيّة المميّزة إلى جانب غناه بالحيّز الموسيقيّ، إذ كانت هناك العديد من الزيارات المهمّة والقيّمة للتّعرّف على الأحياء التّراثيّة في البلد وأهمّ معالمه، وأخرى لزيارة أكثر من شطّ على البحر وممارسة رياضة السّباحة، وزيارة معالم آثار رومانيّة قديمة وقرى سياحيّة مميّزة، كما كانت هنالك عدّة لقاءات جماعيّة ساهمت في صهر المجموعة بعضها ببعض أكثر على الصّعيد الاجتماعيّ كما الموسيقيّ. 
Image may contain: 10 people, people smiling, people sitting

 


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Title: بيت الموسيقى ممثلًا لبنان في إثنو قبرص 2018
Link: http://www.lcparty.org/index.php?option=com_content&view=article&id=16777:-2018
Source: الصفحة الرئيسية
Organization: wmatta@assafir.com (الادارة)
Date: July 30, 2018 at 01:53AM

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La coordinadora nacional de la juventud indígena del Partido Socialista Unido de Venezuela, Aloha Núñez, aseguró en la tercera jornada del IV Congreso de la tolda oficialista que esta plenaria es de suma importancia pues fortalecerá las bases del partido.

“La militancia del PSUV vive un momento histórico con su participación en este nuevo congreso que es muestra de la cohesión de todas las fuerzas revolucionarias; en este congreso donde participamos todos los sectores de la nación queda ratificado que somos la primera potencia política del país y de Latinoamérica”, dijo.

Aloha Núñez mencionó que el presidente Nicolás Maduro ha llamado a este IV Congreso para poder recoger desde las bases las propuestas que puedan fortalecer el gobierno. “En estas tres jornadas hemos escuchado a las UBCH a través de sus delegados en las mesas de trabajo para en conjunto armar un documento final que recoja todos los aportes de los pueblos indígenas, de los pescadores, de los campesinos, de las mujeres, de los jóvenes; en este documento fijaremos posición sobre la batalla que debemos encabezar al lado de Nicolás Maduro como base organizada para la defensa de nuestra nación”, destacó.

A propósito de la participación en este congreso de los delegados indígenas, comentó que una de las propuestas es visibilizar aún más a los pueblos indígenas en todas las instancias del partido para que el movimiento indígena sea un brazo importante dentro de la tolda.

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Prensa Aloha Núñez


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Title: Pueblos indígenas son parte del IV Congreso del PSUV
Link: http://www.psuv.org.ve/temas/noticias/pueblos-indigenas-son-parte-iv-congreso-psuv/
Source: PSUV
Organization: PSUV
Date: July 30, 2018 at 08:58PM

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